FILM HAUTE ROUTE CHAMONIX-ZERMATT

Lo scorso inverno, durante l’ultima Haute Route realizzata con il gruppo degli “Inox” (qui le foto), avevo incontrato i miei colleghi Yves Astier e Pascal che stavano girando un film sulla Haute Route per la televisione francese. Adesso il bel filmato che ne è venuto fuori (complici anche una settimana di tempo spaziale e belle condizioni di neve, oltre ovviamente alle qualità del regista..) è andato in onda su France 3 Rhone Alpes, nella rubrica “Chroniques d’en Haut”, un bellissimo programma riservato ad argomenti di montagna…
Ce ne fossero anche da noi di programmi così…

Per chi volesse vedere il filmato a questo link è disponibile la versione integrale (è la puntata del 14/1/2012); ovviamente è tutto in francese, ma per chi non lo conosce anche le immagini parlano da sole…

21

01 2012

CONDIZIONI FUORI PISTA MONTE ROSA

Martedì 3 gennaio 2011.
Condizioni fuori pista sul Monte Rosa (Gressoney/Alagna):
in quota la neve è stata spazzata abbastanza dal vento e per i prossimi due giorni è previsto nuovamente vento forte; a quote medie le condizioni sono abbastanza buone: nei pendii all’ombra si trova ancora neve polverosa, al sole le temperature ancora elevate hanno già iniziato a “crostare” la neve; lo spessore del manto è però discreto. Alle quote inferiori ai 2000 m invece lo spessore della neve è ridotto, servono nuove nevicate!
Vederemo se le prossime perturbazioni porteranno un pò di materia prima….

04

01 2012

LA MIA VETTA PIU’ BELLA.

Alle 3.22 della mattina di venerdì 4 novembre 2011 è venuta al mondo la nostra piccola Matilde! Nessuna vetta scalata insieme in tutti questi anni ha mai dato a me e Nadia la stessa felicità di quando l’abbiamo vista per la prima volta….La mamma si è dimostrata all’altezza della situazione anche questa volta, ma non avevo dubbi in merito!
Cara Mati, spero proprio che in questo mondo, che non si capisce quale direzione stia prendendo, tu riesca a trovare la tua strada; noi cercheremo di trasmetterti il nostro amore per la Natura, sperando che possa dare anche a te le stesse emozioni che ha regalato a noi!

09

11 2011

Attenzione allo zero termico!

Aggiornamento del 22 agosto.
Se fino a questo momento l’estate non si era fatta sentire in montagna e le nevicate di giugno e luglio, unite alle basse temperature, avevano fatto sì che sulle vie di neve e misto in montagna ci fossero condizioni perfette, da qualche giorno (e ancora per qualche giorno) si annuncia un caldo torrido, con zero termico ben sopra ai 4000 m. In questi frangenti le condizioni della montagna cambiano nel giro di poche ore; già sui ghiacciai in questi ultimi giorni si stanno aprendo dei bei buchi, mentre i ponti di neve diventano sempre più sottili. E’ imperativo in queste situazioni partire molto presto dal rifugio, tenere un buon orario sulle vie e piuttosto indirizzarsi sulle salite di roccia rispetto a quelle di misto. Non esitate a cambiare le vostre mete adattandole alle condizioni della montagna…la soluzione migliore per continuare a divertirsi senza correre rischi inutili. Buone salite!

22

08 2011

UTILIZZO CORRETTO DEL GRI-GRI

Purtroppo vedo troppo spesso utilizzare in modo errato il gri-gri quando si assicura in falesia…Questo freno autobloccante di Petzl è un ottimo strumento se usato correttamente, ma può diventare molto pericoloso in mani poco esperte. Qui di seguito il video di spiegazione del suo utilizzo corretto da parte di Petzl.

20

05 2011

UN TUNNEL PER IL GOUTER?

La fondazione Petzl ha lanciato nelle settimane scorse una proposta per mettere in sicurezza il Grand Couloir, il tratto più pericoloso della via normale francese al Monte Bianco; questo tratto, molto esposto alla caduta di pietre, si trova tra i due rifugi presenti su questa via, ossia il Tete Rousse ed il Gouter (anche questo in via di rifacimento).

Si tratta di un canale che ha inizio dalla cresta dell’Aig.du Gouter, lungo ca. 800 m, e che bisogna attraversare nel suo tratto inferiore per raggiungere la cresta che conduce al rifugio del Gouter. Il problema di questo canale è che la roccia circostante è davvero marcia (guardate le foto scattate dalle Guide durante lo studio di fattibilità alla sommità del canale!), con blocchi di dimensioni enormi pronti a partire, e anche se la sua inclinazione non è accentuata (40/45°), le pietre, rotolando, coinvolgono porzioni sempre maggiori di roccia, provocando vere e proprie frane, causando molto spesso gravi incidenti ai malcapitati alpinisti che lo attraversano…

Per rendere un pelo più sicuro il canale, ad inizio stagione estiva, le Guide di Saint Gervais posizionano sempre un cavo d’acciaio teso tra le due sponde, che avrebbe lo scopo di assicurarsi, non con una longe (come ho visto fare una volta da un alpinista, che però poi si è trovato appeso al cavo nel bel mezzo del canale,  ma con la corda stessa di progressione).  Troppo spesso vedo però gli alpinisti non utilizzare questo mezzo di sicurezza, confidando nella buona sorte…

Dato che la via normale al Bianco è frequentata ogni estate da un numero di persone che varia tra le 30 e le 40 mila unità (!), la fondazione Petzl ha sviluppato un progetto per rendere appunto più sicura questa sezione:  si tratterebbe di scavare un tunnel per collegare i due lati del canale (era stata proposta come prima soluzione quella di una passerella di tipo tibetano, ma si è calcolato che per essere al di fuori della portata delle pietre più grandi avrebbe dovuto essere alta più di 35 m da terra, cosa impossibile da realizzare in quel sito). Il costo di tale opera, se ho capito bene, sarebbe totalmente a carico di Petzl, e non avrebbe nessun impatto visivo e di inquinamento sull’ambiente circostante. Come sempre, quando si parla di mettere in sicurezza un itinerario in montagna, nel mondo alpinistico si sono scatenati gli animi, chi è pro, chi è contro…

Personalmente, percorrendo questo itinerario molte volte in una stagione, sono completamente favorevole a questo tipo di intervento, soprattutto perché, come detto prima, non avrebbe nessun impatto sull’ambiente circostante! Con tutte le funivie, alberghi, ed altre opere che sicuramente inquinano molto di più di questo tunnel, penso che questa volta si sia trovata una soluzione semplice che permetterebbe di rendere più sicuro l’accesso ad un rifugio che presenta pericoli oggettivi decisamente alti e senza senso!

A questo link trovate lo studio completo effettuato dalla Fondazione Petzl, per farvi una vostra idea sul progetto.

16

05 2011

ERHARD LORETAN

Nei giorni scorsi è venuto a mancare il grande Erhard Loretan, figura leggendaria dell’alpinismo moderno. In genere non mi piace usare superlativi di questo genere per descrivere un personaggio, ma credo che in questo caso tale termine renda pienamente giustizia all’alpinista che era Erhard: le imprese che questo piccolo, grande uomo ha compiuto in Himalaya hanno rappresentato delle pietre miliari nella storia dell’alpinismo, per lo stile e la leggerezza con cui sono state portate a termine.

Incontrandolo, se non si fosse saputo chi era il personaggio, niente lasciava pensare che dietro (o meglio dentro) al suo fisico minuto potesse celarsi un motore tanto potente! Chiunque abbia scalato con lui in Himalaya dice che Erhard era semplicemente nato per l’alta quota, che lassù era un marziano…

Per ricordare solamente alcune delle sue salite memorabili:

- nel 1986 sale in 43 h. andata e ritorno l’Horbein couloir all’Everest  (da allora mai più salito!), portandosi dietro un thermos da mezzo litro, qualche barretta, un sacco a pelo estivo! Ciò che è incredibile è che lui e il suo compagno (Troillet) salgono in 39h, si fermano in cima 1 h, e ridiscendono al campo avanzato in 3 h scivolando sul fondoschiena! Una performance irripetuta!

- Ancora più forte la sua realizzazione alla cresta est dell’Annapurna, dove con il suo compagno Norbert Joos, percorre tutta la cresta, 7,5 km oltre 7300 m, mai percorsa nella sua interezza prima, tagliandosi ogni possibilità di ritirata per lo stesso itinerario. Scenderà poi dalla parete nord avendo in mano solamente una cartolina postale della parete, con una piccozza a testa, una vite da ghiaccio e una corda da 6 mm di diametro!

E poi saranno molte altre le sue salite, sarebbe troppo lungo ricordarle qui adesso. A chi volesse conoscere meglio il personaggio consiglio vivamente di leggere il suo libro “Gli ottomila ruggenti” – Edizioni MB Advertising.

Avendolo incontrato alcune volte in montagna, ciò che di Erhard mi ha colpito di più, ciò che vorrei ricordare di questo personaggio, era la sua grande umiltà: egli non parlava mai delle sue imprese se non glielo chiedevi, e addirittura a volte bisognava insistere per farsi raccontare qualcosa. Come sempre tra guide ai rifugi alla sera si parlava del più e del meno, della giornata appena passata e di quella che doveva venire, delle proprie vite e altro…Mai ho avuto l’impressione di trovarmi davanti ad un personaggio famoso pieno di sé come se ne vedono purtroppo sempre di più in giro…Parlando con lui ho capito che questo uomo era semplicemente un grande innamorato della montagna, di cui non poteva fare a meno in modo assoluto…lo capivi da come gli si accendevano gli occhi quando te ne parlava!

Qui di seguito troverete il video dell’intervista che gli era stata fatta in occasione del Film Festival di Trento, in cui spiega in modo disarmante che loro mica si rendevano conto di fare qualcosa di eccezionale: fantastico quando dice che il loro stile era di andare adagio ma sempre!..La dimostrazione più concreta della sua semplicità ed umiltà.

Alla fine è proprio vero che quando uno è grande non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno, semplicemente va in montagna per sé stesso…
Ciao Erhard, ci hai lasciato un bell’esempio di stile da seguire!

03

05 2011

LA VALANGA DI OROPA

Sono ormai passati quasi due mesi dalla valanga di Oropa, che ha fatto purtroppo due vittime lo scorso 6 marzo..

Ho voluto lasciare passare un po’ di tempo prima di scrivere queste righe, per vari motivi…primo fra tutti il fatto che tra i coinvolti ci sono tre guide alpine, con una delle quali mi lega un rapporto di forte amicizia; non volevo essere accusato di effettuare una loro difesa ad oltranza soltanto per questo motivo…

E anche adesso, in questo mio post, non voglio assolutamente esprimere un giudizio su quanto è accaduto; la mia riflessione vuole essere un’altra, incentrata su quello che ho visto succedere nei giorni successivi all’incidente.

Onestamente sono rimasto letteralmente basito (e molto infastidito) dalla reazione che la maggior parte del mondo della montagna, sia i mass-media, ma soprattutto (perché dei primi si sa la totale incompetenza quando si parla di montagna…) da parte della gente che abitualmente frequenta le montagne, quelli che si dicono appassionati….

Nei giorni seguenti non ho fatto altro che leggere e sentire giudizi e sentenze sparati a secco da chiunque; a me in prima persona è capitato di parlare con alcune persone che ci tenevano a ribadirmi: “Io non l’avrei fatto…” – “Io non sarei sceso..” io qui, io là, tutti bravissimi ed esperti sci alpinisti con il senno del poi. Tra tutti il premio l’ha vinto sicuramente quello sci alpinista di Biella (non voglio fare nomi ma se legge si riconoscerà) che si è subito preoccupato nei giorni seguenti di mandare una lettera ad un giornale locale per sottolineare che il gruppo non era di sci alpinisti, che loro, gli sci alpinisti (tra cui ovviamente si include anche lui) sono ben diversi, loro non prendono gli impianti per le gite  (a parte che vorrei vedere se questo signore nella sua vita di sci alpinista non ha mai preso un impianto prima di mettere le pelli…quando va al Breithorn parte sempre da Cervinia sci ai piedi?!…Ne dubito fortemente!): forse si è dimenticato che quello che invece lo accomuna alle persone coinvolte è un forte amore per la montagna e per le emozioni che sa regalare, e che in montagna il pericolo zero non esiste, sia tu uno sci alpinista, un alpinista, un free rider o che altro…e anzi, onestamente tutta questa differenza di categorie mi fa proprio ridere…per me l’unica grande categoria è quella degli amanti della montagna e della sua grandezza!

Lasciamo appunto stare tutta la marea di cavolate che è stata scritta dai giornali (“pericolo 4”quando invece la sola fonte attendibile per il pericolo valanghe, il bollettino AINEVA, dava 3 – “non si scende su un versante sud con quel caldo”…peccato che il versante fosse a nord alle dieci di mattino, che ogni sci alpinista sa essere un’ottima ora per la discesa! …ed altre amenità che ora vi risparmio…); quello su cui volevo mettere l’accento in queste righe è invece questa abitudine orribile che l’uomo ha di  voler sempre e in ogni caso GIUDICARE il comportamento altrui quando c’è stata una disgrazia, questo voler parlare ed emettere sentenze anche senza essere stato presente sul luogo in quel momento, addirittura senza neanche conoscere (perché il 99% della gente che ha parlato non ci è mai scesa dalla nord del Monte Camino) la zona in cui è avvenuto il fatto!

Voglio essere chiaro: io non voglio difendere a spada tratta la mia categoria, non voglio dire “non ci sono colpe”, perchè io non lo so e non voglio neanche saperlo! Io non c’ero quel giorno, in quel posto e quindi non ho nessun mezzo per poter parlare ed esprimere un’opinione o un giudizio sull’accaduto….credo che solo chi era presente possa farlo. Siccome ho fatto per molti anni il rilevatore AINEVA per la stesura dei bollettini valanghe, posso dire con certezza che ogni pendio è una storia a sé, ogni pendio va giudicato in quel preciso momento, non un giorno prima o uno dopo, perché le condizioni della neve cambiano così velocemente che la maggior parte delle persone non se ne rende conto.

Quello che onestamente io mi sono detto, come guida e come sci alpinista, è stato: sono sicuro che se fossi stato io al loro posto non sarei sceso? Quante volte, chiunque pratichi lo sci alpinismo o il fuori pista, siamo scesi da un pendio a nord, con pericolo 3 (l’80% delle giornate in cui lavoro in inverno c’è questo grado di pericolo) su un pendio già tracciato (perché tra l’altro il pendio era tracciato sia in discesa che in salita!) alle dieci di mattino? Personalmente tantissime! E allora siamo sicuri che siamo tutti così bravi nel valutare le condizioni della neve? Tutti così esperti da dire “Io non sarei sceso!”?!

Personalmente credo che quello che ci vorrebbe in questi casi, quello che mi sarebbe piaciuto vedere come reazione generale dalla gente che tanto dice di amare la montagna, sarebbe stato un pò più di  SILENZIO nel RISPETTO di chi non c’è più, e soprattutto dei suoi cari. Se ci sono responsabilità sarà la magistratura a stabilirlo; un po’ più di umiltà in tutte queste persone che sono così brave a sparare giudizi non farebbe male. Con le gambe sotto al tavolo siamo tutti bravi a parlare!

30

04 2011

CONDIZIONI HAUTE ROUTE

Sulla classica traversata da Chamonix a Zermatt, via la cabane du Mont Fort le condizioni sono buone in questo momento. Io l’ho percorsa dal 24 al 29 marzo con quattro clienti inglesi appassionati di sci alpinismo. Per chi fosse interessato ecco nel dettaglio le tappe e le relative condizioni incontrate.

Giorno 1 -  Chamonix-ref.Argentiere. Il ghiacciaio dei Rognons in perfette condizioni, buchi chiusi e farina pressata.

Giorno 2 – Ref.Argentiere – Col du Passon – Col sup.du Tour- Col des Ecandies – Champex. Risalita al col du Passon in buone condizioni, incomincia ad apparire ghiaccio nella parte finale. Utili ramponi e picca. Ormai quasi tutte le guide di Chamonix utilizzano questo itinerario (se non vi è troppo ghiaccio nella parte alta) invece del tradizionale col du chardonnet, sempre molto affollato… Ghiacciaio du Tour in buone condizioni, come la risalita al Col superiore du Tour (molto meglio che il Col du Tour, segnato sulle carte svizzere come traccia con gli sci – il cambiamento dei ghiacciai ha reso meno percorribile il classico col du tour). Ghiacciaio du Trient: bellissima neve farinosa fino alla base del Col des Ecandies, risalita al colle con ramponi. Valle d’Arpette: farina parte alta e trasformata nella parte bassa. Giornata abbastanza lunga ma partendo presto dal rifugio d’Argentiere si ha il vantaggio di evitare i pendii ripidi del col du passon nelle ore calde..

Giorno 3 – Champex – La Chaux – Rosablanche – Cabane de Prafleuri. Buone condizioni. Saltata la cima per arrivo del brutto tempo. Discesa diretta alla cabane.

Giorno 4 – Cabane de Prafleuri – Col des Roux – Pas du Chat – Cabane des Dix – Pas des Chevre – Arolla. Il traverso del lac des Dix può essere effettuato molto alto, in modo da arrivare in fondo al lago senza mettere le pelli, ma imperativamente nelle prime ore del giorno; questo è il punto più delicato e pericoloso di tutta la Haute Route. Io consiglio sempre di dormire alla Prafleuri per effettuarlo al max. alle 8.30/9 di mattino, in modo da trovare neve rigelata. La risalita del Pas du Chat si effettua generalmente con i rampant. Al momento i pendii dopo il Pas du Chat sono il tratto più delicato e meno in condizioni della Haute Route. La traccia è stata fatta in modo sicuro, ma la neve su questi pendii presenta 40/50 cm di cristalli a calice negli strati basali, e se si prova ad uscire dalla traccia si sfonda con il bastoncino fino a terra. Consiglio di mantenere ampie distanze di sicurezza e di seguire la traccia di salita, senza improvvisare varianti…Il resto del percorso è ok.

Giorno 5- Arolla- Cabane de Bertol. Condizioni ottime. Il traverso ai Plans de Bertol si effettua con i rampant sul percorso del sentiero estivo, quest’anno veramente poca neve in questo tratto…Risalita dai Plans de Bertol effettuata con il gps per white out totale e leggera nevicata…Abbandonata la traccia che avevamo daventi a quota 2800 perchè completamente sbagliata e ritracciato confidando fedelmente nel gps che ci ha portato precisamente sotto la capanna.I cavi sulla vecchia cengia di accesso alle scale sono stati smantellati. L’accesso avviene ora dalla parte opposta del colle, reperire piccola scaletta e cavi in traverso verso sx che portano alle sempre panoramiche scale della capanna.

Giorno 6 – Cabane de Bertol – Tete Blanche – Zermatt. Condizioni fantastiche.  Il ghiacciaio dello Stockij quest’anno è in condizioni iper-perfette, con i crepacci ben chiusi.  Solo appena dopo il Col de Valpelline un grosso crepaccio ma con un ponte enorme e solido per attraversarlo. Noi abbiamo trovato 30 cm di neve fresca messa nella notte, una giornata da incorniciare e nessuna traccia nella parte alta, essendo stati i primi a scendere…Ce ne vorrebbero di Haute Route così!

A questo link trovate alcune foto.

30

03 2011

CONDIZIONI VALLEE BLANCHE

Quest’anno le condizioni della famosa traversata della Vallèe Blanche sono veramente pessime: la poca neve caduta non ha ricoperto in modo ottimale i crepacci, e quasi ogni giorno qualcuno chiama il soccorso per un recupero…Io ho deciso di non accompagnare clienti su questo itinerario fino a nuove nevicate (sembra che la prossima settimana qualcosa arrivi…) e chiaramente sconsiglio vivamente di percorrerla con gli sci in questo periodo.

11

03 2011

NEVE…

Quest’anno la nostra amata neve si fa desiderare….La settimana scorsa sono stato per alcuni giorni a Chamonix per un corso di fuoripista, ma devo dire che i nostri cugini francesi sono messi peggio di noi…In compenso le linee di ghiaccio in alta quota sono in perfette condizioni e sulla nord delle Droites si potevano vedere anche 8 cordate impegnate contemporaneamente…Cercando qua e là siamo ancora riusciti a trovare anche un pò di bella polvere nei pendii a nord in Valle d’Aosta, ma sicuramente i ghiacciai hanno bisogno di una bella rimpolpata di materia prima, non fosse altro per tappare un pò i buchi in vista delle Haute Route primaverili. Sicuramente  l’amata neve arriverà anche quest’anno…bisogna solo aspettare ancora un pò ed essere fiduciosi!

14

02 2011

Aconcagua…ultimi preparativi

Ultimi preparativi in questi giorni prima della partenza per l’Aconcagua fissata per il 28 dicembre.

Con Franco e Monica ci recheremo una decina di giorni al Cordon del Plata per acclimatarci al meglio per poi puntare alla via normale dell’Aconcagua, che nonostante le abbordabili difficoltà tecniche non è comunque da sottovalutare, vista la quota e i forti venti di questa zona.  Siccome sarò via fino al 19 gennaio mi sarà difficile/impossibile rispondere alle mail in questo periodo, lo farò al mio rientro, abbiate pazienza…

Ne approfitto per augurare Buone Feste a tutti!

18

12 2010

L’innocenza dei bambini…

L’anno scorso, dietro invito delle maestre d’asilo della classe di mia nipotina, sono andato con mio padre a fare una piccola “lezione” di montagna ai bambini di questo asilo. Lezione è forse una parola grossa…le maestre volevano far loro conoscere la montagna in generale: abbiamo parlato così di valanghe, fatto vedere le corde, i ramponi, il caschetto, qualche diapositiva e così via, naturalmente nel modo più semplice possibile. L’altro giorno le maestre mi hanno fatto pervenire una piccola intervista che hanno fatto ai bambini dopo questa giornata. A leggerla mi è venuto da sorridere e mi sono stupito…è incredibile quanta memoria abbiano i bambini per certi particolari…e  quanta logica ci sia nelle loro frasi, ma soprattutto quanta spensierata innocenza…Sarebbe bello potessero conservarla per il resto della loro vita!

Qualcuno (come al solito non mi ricordo chi) ha detto: “Le domande più serie che ci siano sono quelle dei bambini. Sono le domande a cui non c’è una risposta!”

Qui di seguito vi riporto l’intervista.

INTERVISTA AI BAMBINI DOPO AVER ASCOLTATO IL RACCONTO DI FILIPPO, GUIDA ALPINA, E DEL NONNO ALDO: “CHE COSA HAI IMPARATO SULLA MONTAGNA?”

Emanuele: ci hanno fatto vedere le fotografie del Monte Bianco e del Monte Rosa e ci hanno fatto vedere la casetta dove dormivano (il rifugio). Partono all’una di notte perchè se no con il sole la neve diventa troppo molle, si scivola…e cadi!

Alessandro: ci hanno fatto vedere che si scioglieva la neve e diventava acqua e la bevevano

Emma: ci hanno fatto vedere gli alberi pieni di neve e le montagne. In cima alla montagna non ci sono le piante.

Francesca: bisogna usare quei cosi con le punte. Il Filippo usa la corda e l’imbragatura. Fa il nodo a otto. Serve anche lo zaino; dentro mette: panini, da bere,la bussola, la picozza per piantare il chiodo. Lo piantano per tirarsi su e non cadere. Poi i guanti, gli occhiali da sole, il casco, la lucina che lampeggia da sola.

Matteo: per camminare sulla neve devi mettere le racchette a forma di fagiolo, il Filippo usa le ciaspole e i bastoncini.

Emma: ci hanno fatto vedere un orso al Polo Nord. Lì sono andati per sciare.

Riccardo: hanno preso lo zaino, la slitta, da mangiare, la tenda, il sacco a pelo, giubbotto pesante, le medicine, il fucile per sparare in aria e spaventare gli orsi.

Josè: i cani li legano alla slitta. Dormono fuori e si coprono con la neve. Fanno la guardia casomai venissero gli orsi feroci.

Francesca: mi ricordo anche il lago rosso perchè ci sono le alghe. Vicino c’era il vulcano e le terme.

01

12 2010

E’ iniziata la stagione invernale

Con la prima neve caduta direi che è inizata ufficialmente la stagione invernale 2010/11…anche se la quantità al suolo non è abbondante ci sono già alcune gite fattibili. La mancanza di fondo si fa ovviamente sentire sulle solette…Il freddo annunciato in arrivo per questo weekend dovrebbe anche sistemare le cascate di ghiaccio, dando così il “la” a tutti quelli che stanno affilando le picche…

Voglio augurare a tutti una stagione piena di soddisfazioni, belle giornate e momenti di felicità sulle vette. Naturalmente il mio consiglio da Guida (un pò retorico, lo so ;-) ) è quello di azionare sempre il cervello prima delle gambe, valutare attentamente le condizioni ed essere sempre disposti a rinunciare in caso di dubbio…Buone sciate!

25

11 2010

EVEREST – HORNBEIN COULOIR

In questi giorni una spedizione valdostana sta tentando la salita dell’Hornbein Couloir, sul versante nord dell’Everest, per cercare di realizzarne la prima discesa con gli sci; per chi segue un pò le cronache himalayane l’Hornbein è il canale dove sparì il fuoriclasse di Chamonix Marco Siffredi, che dopo esser salito per la via normale, si tuffò in questo canale con il suo snowboard, scomparendo per sempre…

Se ricordo bene l’ultima volta che l’Hornbein è stato salito è stato ben 18 anni fa, dalla coppia Loretan-Troillet, che realizzarono un exploit che secondo me è stata una delle cose più pazzesche fatte su un 8000: salita in puro stile alpino (ma quello puro veramente, senza nemmeno portarsi una tendina!), in sole 43 ore; 40 per la salita e 3 per la discesa fino al campo base avanzato! Avete letto bene, solo 3 ore per scendere: la neve era così buona che Loretan e Troillet sono scesi scivolando sul sedere per tutto il canale, arrestandosi con la picozza quando acquistavano troppa velocità! Ma si sa che il mitico Erhard è un extraterrestre, e quando gli chiedi di raccontarti delle sue imprese (perchè lui è così modesto che se non chiedi non viene certo a vantarsi di ciò che ha fatto) , a sentire lui, non è mai  niente di eccezionale…

Ebbene, Francesco Civra Dano e Edomnd Joyeusaz, guide alpine di Courmayeur, stanno appunto tentando in questi giorni di salire e scendere con gli sci l’ Hornbein. A loro và il mio in bocca al lupo più grande e vanno anche i miei complimenti, al di là di come andrà a finire la loro sfida; finalmente qualcuno nel panorama degli 8000 tenta qualcosa di nuovo, qualcosa che non sia le solite vie normali, qualcosa che sicuramente, se riusciranno a raggiungere il loro obiettivo, sarà un successo ai massimi livelli mondiali. Complimenti per il coraggio che avete dimostrato nel mettervi in gioco in questo modo e complimenti per aver puntato ad un obiettivo così ambizioso.

Forza ragazzi!

30

09 2010

Si rientra alla base!

Terminata la stagione estiva domenica scorsa con una bella salita in Svizzera, sono finalmente rientrato al campo base!

Mi spiace di non essere riuscito ad aggiornare il sito frequentemente nell’ultimo periodo, ma il finale di stagione è stato davvero entusiasmante e con belle condizioni generali e molte giornate di sole credo che per una guida sia normale essere  in montagna ogni giorno piuttosto che davanti al pc..

A breve inserirò tutte le foto nella sezione “ultime uscite”; in più in arrivo anche le nuove proposte: arrampicata per l’autunno,  programma di scialpinismo e cascate per il prossimo inverno,  più una serie di proposte di viaggi per il 2011 e 2012 (meglio programmare…)

Prima però un pò di ferie…

15

09 2010

Condizioni in alta montagna

Nell’ultima settimana le temperature si sono abbassate decisamente (per fortuna!), assicurando in questo modo un corretto rigelo notturno del manto nevoso. Il vento in questi giorni soffia abbastanza teso da nord, attenzione sulle creste.. Peccato per i grandi buchi che si sono aperti sui ghiacciai, rendendoli molto più tormentati e in alcuni casi delicati da percorrere. Ad ogni modo le condizioni in alta montagna in questo momento sono ancora molto buone, sia per le salite su neve che per quelle su roccia.

Buone salite!

26

07 2010

Benvenuti!

Benvenuti nel mio blog. Qui cercherò di postare articoli e opinioni personali sugli argomenti di montagna che più mi stanno a cuore…E’ uno spazio aperto a tutti, non è necessario essere registrati, potete inserire liberamente i vostri commenti e le vostre idee, suggerimenti e quant’altro vi viene il mente. Intanto buona stagione estiva a tutti e buone salite!

01

07 2010